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Quintorigo_Roberto_GattoMoris Pradella (voce), Valentino Bianchi (sax), Gionata Costa (violoncello), Andrea Costa (violino), Stefano Ricci (contrabbasso), Roberto Gatto (batteria)

Nato dalla comune passione e dall’amore smodato che Quintorigo e Roberto Gatto hanno sempre avuto nei confronti di Frank Zappa, QUINTORIGO & ROBERTO GATTO PLAY FRANK ZAPPA vuole essere un lavoro prima di tutto e soprattutto live, che non costituisce un concerto tributo nè un concept-live, ma un sentito, onesto, filologico e sperimentale ringraziamento a Frank Zappa. Un’opera monografica, accurata nella sua veste teatrale e scenografica che vuole fare conoscere e riscopire l’universo zappiano con uno spettacolo che si candida come uno dei protagonisti dell’estate 2014.

Offrire una definizione calzante ed esaustiva dell’esperienza artistica ed umana di Frank Zappa sarebbe una partita persa a priori, anche per il più raffinato e colto conoscitore del suo sterminato omnibook. “Ma da qualche parte dobbiamo pure cominciare, da una definizione, da una chiave di lettura, da un minimo comune denominatore che ne lasci intuire la quintessenza e il significato ultimo ed attuale, a vent’anni dalla scomparsa…” Così ci siamo detti, accingendoci a solcare il suo oceano creativo con le nostre modeste e fragili navicelle di acero ed ottone.

Ebbene rinunciando momentaneamente alla visione, peraltro lecitissima, di un Frank Zappa compositore eclettico, o chitarrista prodigioso, ma anche polistrumentista, oppure dissacrante mito atemporale calato nella brodaglia del suo tempo, o ancora icona iconoclasta ed animale da palco, accantonando per un attimo tutti questi possibili e plausibili Frank Zappa, ci siamo concentrati su quello che maggiormente ha influenzato la nostra musica e che forse coincide con l’archetipo e il precursore dell’artista postmoderno, meritando il dolce sforzo di imparare ad orientarsi nel dedalo delle sue mille pagine, una diversa dall’altra, ognuna stupefacente e carica di sfuggenti significati. Definendo la nostra ormai ventennale esperienza, impresa indubbiamente più abbordabile ma spesso non del tutto riuscita da parte della critica, i termini più frequenti sono stati Sperimentazione e Contaminazione. Ebbene l’artista che ci ha indicato queste vie più di ogni altro, è stato proprio Frank Zappa, genio coltissimo che si divertiva ad ibridare il rock con la dodecafonia, il jazz (deriso e sbeffeggiato ma ascoltato con fine orecchio) con la musica barocca, il virtuosismo (non solo chitarristico) con Strawinski e Varèse e il Vaudeville e Bach e il Doo-woop e Paganini e la musique concrête e il…

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Non basterebbero cento pagine per indagare e scoprire con gioioso stupore le infinite influenze che sottendono la sua musica, così come infiniti sono i musicisti che hanno mutuato (talvolta anche inconsapevolmente) qualcosa di prezioso da lui. Fra questi ci siamo anche noi, di cui tanti critici, a ragione in questo caso, hanno letto la cifra incontrovertibilmente zappiana quasi come una aprioristica ed ossessiva forma mentis. Questo è Quintorigo play Frank Zappa: un lavoro prima di tutto e soprattutto live, che non costituisce un concerto tributo nè un concept-live, tanto meno un insieme di “cover”, ma un modesto, sentito, onesto, filologico e sperimentale ringraziamento nostro personalissimo a Frank Zappa. Un’opera monografica, accurata nella sua veste teatrale e scenografica, ma commossa e viscerale nella performance, che si pone come finalità quella di fare conoscere (o riconoscere) un appetitoso assaggio selezionato dall’universo zappiano, e che possa spingerci, perché no, a fare una salutare abbuffata della sua discografia, piatti indigesti compresi. Un lavoro su Frank Zappa è sempre stato nel nostro cassetto dei progetti da realizzare, almeno come idea embrionale. Ma, ad onore del vero, colui che ci ha fatto prendere la penna e gli strumenti in mano è stato niente meno che Roberto Gatto, assoluto fuoriclasse del jazz italiano ed internazionale, sulla cui carriera non occorre dire nulla che già tutti non sappiano, se non il fatto che da sempre nutre una passione smodata per Zappa e per questo ha scelto di collaborare con noi al progetto. Noi, lusingati, lo ringraziamo e promettiamo, come sempre di non deludere.

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