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PRESSALCUBO

Fare Informazione

Manuel Rinaldi 3_B

Una storia di vita quotidiana ce la suggerisce la tracklist dell’album “10 minuti” scritto e cantato dall’artista che abbiamo deciso di intervistare per proseguire il nostro appuntamento fisso con “Le Interviste (tra-scritte) di Allinfo.it”.

L’artista che abbiamo intervistato  è Manuel Rinaldi, cantautore, che ha a cuore il tema della riflessione e dell’introspezione, nonostante la critica ami definirlo  un artista prevalentemente POP. Lo abbiamo stordito fin dalle prime battute con una storiella tratta dalla sua tracklist:

Per fortuna che contro la carenza affettiva c’è la Cioccolata,  è complicato trovare La Canzone perfetta e innamorarsene forse Lei,  Adele, potrebbe essere L’alternativa, forse avendo l’Anonimato garantito   basterebbero 10 minuti  e avere chiaro  l’Ego-Sistema  nella mente. Sarebbe più semplice e si potrebbe continuare a suonare. Se ci pensi la musica di ieri era migliore” .

Il tuo album sembra descrivere un viaggio che sembra affrontare il tema dell’introspezione. Ti sta indicando la strada giusta?

Con questo album ho ritrovato la mia strada e ho deciso di non mollarla più perchè una volta che si esce fuori dalla carreggiata poi non si risale più. Mi aiuta a comunicare meglio quello che ho necessità di comunicare.

Fin dalla  prima canzone parli di “sole, colazione, bugie a fin di bene e di tanti singoli elementi che sembrano far parte di  un grande ricettario. E’ corretta l’intuizione?

Hai intuito bene. Mi ero imposto di fissare dei punti fermi utili ad interpretare meglio la mia vita con l’obiettivo di  superare le difficoltà che stavo affrontando e, così mi è venuta in mente l’idea di scrivere e cantare  un decalogo di elementi da tenere a mente per rendere le cose più semplici.
Questo decalogo l’ho affrontato in maniera ironica e,  trasformato in  canzone, ha l’aspirazione di esserlo  per tutte le persone sensibili al messaggio che sento la necessità di condividere. La cioccolata in questo contesto rappresenta il giusto grado di  leggerezza che non deve mai mancare.

Tra le tue canzoni affronti il tema della “Canzone perfetta” . Come te la immagini?

Relativa. Ognuno ne ha una e alla fine questa canzone l’ho pensata per dire che, in fondo, può essere tale solo se ti dà emozione.

In questa tua ricerca credi sia stato fondamentale il tuo viaggio in Inghilterra?

E’ stato il momento più importante della mia vita grazie al quale mi sono sbloccato. Mi sono guardato meglio dentro e sono finalmente riuscito a vivere e a vincere il confronto con me stesso.
Mi sono trovato catapultato in una dimensione musicale che ha illuminato il mio cervello. Tornando a casa ho capito meglio cosa dovevo fare.

Leggo che dal 2001 c’è la collaborazione con Cris Maramotti. Il tuo viaggio all’estero non solo non l’ha interrotta ma  sembra addirituttura  averla rafforzata?

Fu proprio Cris, ascoltando le canzoni che avevo scritto con i Pupilla, a rendersi conto che poteva esserci del lavoro interessante da fare assieme. Lui è stato anche il mio insegnante di chitarra e quando sono tornato da Londra ci siamo ritrovati e la sua presenza è stata vitale perché mi ha spronato a continuare.

Nel tuo disco parli anche di guerra. Fare musica oggi sembra come andare in guerra , pensi che la musica in Italia sia una guerra finita?

La musica ti fa stare sempre in trincea ma in senso buono. Può essere una condizione sia positiva che negativa. In Italia oggi stanno venendo fuori delle cose interessanti che stanno vincendo il condizionamento imposto dai media. La mia personale  battaglia riguarda, oggi quello che voglio fare. Fare ciò che si percepisce come  necessità   è  sinonimo di libertà e un artista deve poter praticare questa libertà.  Può aiutare a trovare un nuovo punto di arrivo. Oggi sembra mancare, tra confusione di ruoli e imposizioni delle radio.

Siamo parte di un sistema che si è dimenticato di esserlo. E’ colpa dell’ego?

E’ colpa dell’ego di qualcuno che vuole  farci credere quello che vuole lui e noi tutti, nostro malgrado, siamo parte inconscia di questo sistema. Oggi il sistema è tenuto a bada da  fili molto sottili. Per questa ragione  il settore discografico non ha più soldi da investire e vanno avanti solo le realtà che richiedono poco investimento. C’è poco equilibrio.  Oggi, per fortuna,  sta venendo fuori un’altra realtà e le persone sono stanche di questo stato di cose e di un mondo musicale colmo di sonorità tutte uguali. La gente non è stupida …è questione di tempo ma, prima o poi, le cose cambieranno.

C’è bisogno di una svolta. La svolta  come te la immagini?

La immagino come quel momento in cui sei a casa, accendi la radio e riesci ad ascoltare qualcosa di nuovo che ti suscita immediata sorpresa. Stessa cosa dicasi per la tv. Una svolta a livello sociale e artistico è inevitabile.

Tu che rapporto hai con il successo ? Ti spaventa oppure deve placare semplicemente un bisogno di condivisione?

Per me il successo sarebbe riuscire a vivere della mia musica anche se ti posso dire che già l’aver fatto questo disco per me  è già unsuccesso pieno.   Riuscire a far star bene anche altre persone sarebbe poi la sublimazione di un desiderio che parte da lontano.

Ci è piaciuta l’associazione Vasco Rossi, Franco Battiano e Rino Gaetano..perchè li definisci artisti “fuori dagli schemi”.  Come si può essere  fuori dagli schemi oggi, alla loro maniera?

Io cito spesso questi artisti perchè hanno sempre detto quello che volevano dire: cose reali, vere, alla loro maniera, senza filtri. Oggi abbiamo bisogno proprio di questi due elementi. realtà e verità.  Oggi essere fuori dagli schemi significa essere attuali  avverso un sistema che ricerca solo: la grande voce; la grande dote canora; la grande melodia e il grande testo –  talmente lungo che non dice niente.

Fabio Ferraboschi è un produttore che ha compreso il valore di ciò che senti il bisogno di dire?

Io lo conobbi nel 2001 nel suo studio “il Busker” (nel reggiano) e vidi in lui una persona estremamente seria ed affiabile. Quando mi sono trovato  nella condizione di registrare questo album  che ha vissuto una sua prima fase molto travagliata patendo uno stop già a lavori avanzati, Cris mi ha consigliato  di andare da Fabio, al quale non avevo più pensato e, quando gli ho fatto ascoltare quello che avevo scritto,  gli è piaciuto così tanto che  alla fine è diventato il Direttore Artistico del progetto. A Fabio devo tanto e lui è incredibile.  ha una cultura musicale unica nel suo genere.

E ha dato forma alla tua provocazione migliore: quella di essere te stesso?

Certo ho avuto la possibilità di dare voce ad un nuovo capitolo di Manuel Rinaldi e per un artista questa condizione è vitale:  va oltre il valore economico delle cose che si fanno.

L’album è uscito a  novembre. Stai pensando al live?

Ai live ho pensato ancora prima della registrazione dell’album anche se, oggi, per un artista emergente è complicato farne. Stiamo cercando di organizzare un tour con  caratteristiche  uniche che possano diventare un valore aggiunto per chi verrà a vederlo e stiamo lavorando duro. Nel 2015 ci saranno delle sorprese.

E…

Lancio questo messaggio. Aprite gli occhi e guardate le cose reali, ci sono. Basta solo avere un po’ più di consapevolezza , guardare anche in altre direzioni e ascoltare a 360°. Sintetico. Spero arrivi.

di Giovanni Pirri

www.manuelrinaldi.it

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