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Si chiude in positivo il bilancio del festival dedicato ai principali protagonisti della filiera musicale e ai music lover, svoltosi a Milano dal 14 al 18 settembre.

La seconda edizione di Linecheck, il nuovo format di elita – enjoy living Italy che ha cercato di indagare sullo stato di salute della music industry italiana si è diviso  tra programmi di conference, Music Meeting e di eventi,  Music Festival, e a giudicare dai risultati sembra che le risposte raccolte lascino spazio all’ottimismo.

Tiene l’industria discografica tradizionale, a cui si affiancano i nuovi mercati digitali, e come sottolineato dalle etichette convocate da FIMI, è sempre maggiore il richiamo di fenomeni come hip hop e musica elettronica; tiene il sistema dei live club, grazie anche a iniziative di rete come il Circuito KeepOn LIVE, cresce in generale l’industria della musica dal vivo con il ruolo fondamentale dei mega concerti estivi; cresce il numero dei festival che ormai anche in Italia stanno raggiungendo dimensioni ragguardevoli e sono capaci di dialogare tra loro su modelli di sviluppo di rete come +++ Italian Quality Music Festivals.

Eppure la due giorni di Music Meeting si è aperta con un panel istituzionale, coordinato da Ugo Bacchella di Artlab, in cui sembravano esserci pochi motivi per sorridere: Filippo Sugar, presidente di SIAE, ha sottolineato le difficoltà a far percepire il valore economico del comparto creativo,  Vincenzo Spera, presidente di Assomusica ha affermato come l’Italia attenda da troppo tempo una legge che regolamenti il settore degli eventi e aggiunge “Siamo un settore in crescita che può svilupparsi molto di più e creare importanti ricadute culturali e turistiche. Creare nuovi posti di lavoro in un settore che difficilmente può essere sostituito da AMELIA o da tutti i suoi amici Robot che nei prossimi 15/20 anni cancelleranno circa il 47% dei posti di lavoro a livello mondiale”.

Antonio Princigalli, componente Commissione FUS Musica del MiBACT, ha sottolineato come il comparto sia già in salute ma con semplici aggiustamenti potrebbe davvero esplodere. Infine, Demetrio Chiappa per conto di Doc Servizi, cooperativa che rappresenta oltre 6000 addetti del comparto, ha proposto un patto sulla legalità a favore dell’emersione del sommerso e di maggiore applicazione delle regole.

Sintomatico però che tutti i rappresentanti del settore abbiano rimarcato una eccessiva lentezza del legislatore nel trattare una materia così importante.

Un dialogo difficile con la politica che però ha risposto dopo due giorni, in sede di conclusioni, con l’onorevole Roberto Rampi e la senatrice Elena Ferrara che si sono impegnati a proseguire il lavoro già iniziato di riforma del settore, magari da festeggiare già in occasione della futura edizione di Linecheck nel 2017.

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Quando invece la musica si suona è chiaro come non manchino le potenzialità di una vera e propria esplosione del settore, sottolineato ad esempio dalle due anteprime mondiali che hanno aperto il festival: OPUS 3000 e Moritz Von Oswald & Gianluca Petrella.

Soprattutto quando, e questo caso lo dimostra, si uniscono linguaggi della nostra tradizione musicale – classica e jazz – alle nuove sonorità elettroniche il pubblico risponde bene e l’Auditorium San Fedele ha registrato un significativo “tutto esaurito” proprio nella giornata inaugurale, con due proposte inedite.

Nei due giorni successivi, nel cuore di Brera, in uno dei gioielli nascosti di Milano, il Circolo Filologico, più di 100 speaker e quasi 1000 addetti ai lavori hanno ragionato di sviluppo della music industry all’interno del comparto più ampio delle industrie creative, hanno raccontato come si evolvono contenuti e forme estetiche, hanno riflettuto con Enbisit (ente bilaterale che raggruppa varie associazioni) sui sistemi di sicurezza, si sono confrontati su come sviluppare manifestazioni musicali ad impatto zero, hanno sottolineato l’effetto positivo nel settore turistico e soprattutto scambiato tra loro buone prassi e contatti, sviluppando quella rete di relazioni che è il vero “sistema” su cui lavorare.

Come ha dimostrato nel suo speech Peter Smidt, a capo del progetto Eurosonic e uno dei protagonisti della evoluzione del sistema olandese: se in un Paese si fa sistema, gli investimenti portano a risultati impensabili, creano sviluppo e aggregazione, pongono le basi per l’attrazione di investimenti internazionali e aiutano l’export dei prodotti nazionali.

Ma Linecheck vuole essere anche un momento di proposta culturale e aggregazione, non solo di confronto sul business

Così il Music Festival ha presentato un cartellone ricchissimo, con 27 eventi di taglio e caratura diversi, promossi da 30 crew locali: dai live internazionali, alle serate nei club, dagli showcase ai party clandestini, la musica ha invaso tutta la città e Milano ha dimostrato la sua straordinaria vitalità sia in termini di proposta che di partecipazione da parte del pubblico.

Un totale di 15.000 partecipanti hanno affollato i 20 spazi che ospitavano gli eventi del Music Festival, una rete di luoghi gestiti con impegno da imprenditori privati ma anche spazi culturali assegnati dalla pubblica amministrazione e aree temporaneamente occupate con proposte musicali dal basso, ad alto tasso di partecipazione popolare.

Nota a parte merita il progetto Load In, realizzato con il finanziamento di SIAE e in partnership con Rockit.it  e Musicraiser: Birthh, Inude, Leland Did It e Nularse sono state le prime band selezionate per questo percorso innovativo, tra esibizioni e formazione, e hanno colpito pubblico ed addetti ai lavori con una proposta di ottimo livello, pronta già oggi a una circuitazione internazionale.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, alla fine della manifestazione, ha dichiarato ottimista: “Linecheck ha aperto una discussione fondamentale sul ruolo culturale ed economico che l’industria dell’intrattenimento in generale e quello musicale in particolare possono svolgere nel nostro Paese. Abbiamo apprezzato in particolare l’invito a costruire reti e relazioni stabili tra i vari protagonisti della music industry. Milano intanto ha dimostrato di essere pronta a raccogliere anche questa sfida grazie a una rete già strutturata di spazi pubblici e privati e a una fitta presenza di operatori del territorio.” 

L’appuntamento per tutti sarà nel 2017, per la terza edizione di Linecheck, magari con più approfondimenti e più proposte nazionali ma anche più showcase internazionali sul modello di Hiperson, giunti a Milano grazie al supporto dell’Istituto Confucio.

Maggiori informazioni

linecheckfestival.com

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