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MUSICA: SIAE, RICORSO D’URGENZA SU CASO RIVENDITA BIGLIETTI

CODACONS: INTERVENTO TARDIVO. SIAE DOVEVA PROCEDERE PRIMA. PER COLDPLAY COSTO BIGLIETTI SFIORA I 6MILA EURO

Un intervento tardivo quello della Siae sul caso  della rivendita dei biglietti dei concerti, il cosiddetto “secondary ticketing”, fenomeno denunciato dal Codacons e che ha portato ad un esposto alla Procura di Milano e all’Antitrust, in  merito ai biglietti del concerto a San Siro dei Coldplay.

“Il fenomeno è noto da tempo, ed è venuto a galla solo grazie alla denuncia del Codacons, che rappresenta migliaia di consumatori di musica che in massa si sono rivolti all’associazione denunciando l’abnorme rincaro dei biglietti sui siti di secondary ticketing – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo l’intervento della Siae appare tardivo: in sostanza si chiude la stalla dopo che i buoi sono già scappati. E’ necessario invece prevenire la piaga del bagarinaggio online, attraverso provvedimenti ad hoc come i biglietti nominali e limiti sul numero di tagliandi acquistabili presso le rivendite ufficiali, sanzionando quei siti che, come nel caso del concerto dei Coldplay, speculano vendendo biglietti fino a 6000 euro l’uno” – conclude Rienzi.

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Alla luce degli ultimi fatti bisognerebbe chiedersi se di biglietti venduti a caro prezzo ce ne siano già stati oppure l’operazione di vendita sia stata congelata fino a data da destinarsi. Perché se una società che fa rivendita on-line di biglietti mette l’oggetto del contendere a 6000 euro vuol dire che pensa di poterli realizzare.

Purtroppo non tutti sono in grado di rendersi conto che, sotto a prezzi del genere si nasconda una vera e propria speculazione. A dirlo è lo stesso Codacons che chiama in causa diretta la SIAE per non aver vigilato abbastanza. Tant’è che sulla faccenda si è espresso anche lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Certo è che siamo dinanzi a casi di speculazione tipica da feticismo musicale che, grazie al collezionismo spinto,  ci ha già abituato  a gonfiare i prezzi di oggetti spacciandoli per “memorabilia”.

Credo che, in situazioni come queste,  a cambiare debba essere un intero sistema di pensiero che possa finalmente liberare dalle collezioni private  dischi che diversamente mai sentiremo, condividere oggettistica varia e, infine, rendere fruibili a tutti i concerti. I prezzi dei biglietti in Italia , a prescindere dal caso Coldplay continuano ad essere troppo alti.

E,  tutto ciò,  dipende da chi dà valore a queste cose.

Perché come insegna una  delle tante regole del mercato libero: se c’è un’offerta vuol dire che a monte c’è una domanda e il prezzo è funzione di quanto le persone siano disposte a pagare per sentirsi esclusive.

Forte di questa consapevolezza insegna l’esperienza applicata ai concerti di Ligabue il quale ha voluto fortemente che una buona parte dei biglietti degli anelli pèiù importanti fossero messi in vendita il giorno stesso del concerto proprio per evitare fenomeni di bagarinaggio on-line.

Ma, il carnet delle soluzioni possibili è infinito. Possiamo scomodare anche il caso dell’ingiustificato arricchimento (come conseguenza di un fatto che provoca l’impoverimento di una persona e il relativo arricchimento – art. 2041 c.c)

Meditiamo gente.

di Giovanni Pirri

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