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Non offro speranze a buon mercato o illusioni
di ciò che la vita non è, ma solo quello che parole e note
possono disegnare nel sogno di un futuro che si potrebbe avverare.”

Proprio adesso che l’estate inizia e si fa sempre più intensa, esce il primo EP di Ale, quello di debutto e che getta le basi per un nuovo progetto musicale pop inglese intitolato Tree Of Hopes, che già, per alcuni versi, parla di inverno, di futuro, di vita e di speranza.

Lo stile pop di questo album appare subito chiaro a partire dall’ascolto di When You Learn How To Fly, canzone che Ale dedica alla fglia, ma che, idealmente, rappresenta una metaforica situazione di vita che, prima o poi, ogni padre si troverà ad a affrontare: quella del passero che pian piano impara a volare e lascia il nido. Un modo per esorcizzare forse? È questo il singolo estratto dall’EP, che introduce i cinque pezzi di Tree Of Hopes, un progetto il cui titolo trae spunto dalla quarta traccia, Ordinary Tree Of Hopes.

Sonorità moderne, semplici, orecchiabili e al passo con i tempi, che rispecchiano una società che, per un motivo o per l’altro, gioca spesso sul detto di Ludwig Mies van der Rohe “Less is more”, a partire dalla moda, dall’arredamento, fno ad arrivare all’architettura e alla musica di artisti, come Ed Sheeran, capaci di tirare giù gli stadi con sole chitarra e voce. Melodie e armonie semplici dunque, ma qui si avvicendano riff di piano, anch’essi semplici ma efcaci, con una batteria ritmata e coinvolgente che gioca con un basso che aggiunge quel po’ che davvero serve a coinvolgere l’ascolto e a creare una base ritmica, sulla quale costruire una piccola e gradevole impalcatura armonica.

Saltando qua e là tra i brani, si sentono infussi di diverso tipo declinati da una While It Snows, forse più vicina all’ambiente jazzistico, che ritrae una coppia seduta davanti a un camino a sorseggiare vino in un caldo dopocena, mentre fuori nevica e subito dopo si ritrova a camminare sotto la neve, per gustarsi quell’atmosfera ovattata e romantica che solo quei piccoli focchi bianchi possono regalare. Strong è invece un semplice richiamo alla vena più rockettara dell’artista, che nella canzone esprime con decisione la propria dichiarazione di forza nel dedicarsi alla musica nonostante le difcoltà: si sa, il mestiere di musicista indipendente non è sempre rose e fiori.

It’s Hard To Be Free audace richiamo al mondo gospel, che esprime le piccole difcoltà quotidiane nel ritrovare la verità nelle parole e nelle azioni degli altri e, di conseguenza, quella stessa impossibilità di comportarsi in modo sincero. Ipocrisia da vendere alla quale bisogna avere il coraggio di rinunciare per essere se stessi. Ultimo in ordine di presentazione, è il brano Ordinary Tree Of Hopes. Le cose più belle arrivano per caso, non le puoi volere o programmare. Arrivano e basta. L’ispirazione che porta a una canzone è come una bolla di sapone, se la fotografi subito rimane, altrimenti è persa per sempre, in un piccolo scoppio senza rumore.

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Accade così che in una sera di inverno Ale si trovi a passare il tempo su Facebook e scorrendo distrattamente tutte le notizie ed i post più recenti, si soffermi su una immagine in particolare, che desta la sua attenzione e curiosità: si tratta di un enorme albero di cachi pieno di frutti, fotografato, proprio in quello stesso pomeriggio, da un’amica, dedicandone l’immagine al compagno di vita. Ognuno di noi ha il proprio Tree Of Hopes, è una persona, solida, forte, resistente, radicata e rigogliosa come un albero; sta a noi curarla e far sì che rimanga tale, farla crescere, se è un cucciolo, amarla se è il nostro partner, curarla se è genitore anziano, perché essa potrà sempre essere l’ombra dal sole cocente, riparo dalla pioggia scrosciante e protezione dal vento impetuoso.

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