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Andrea Codispoti e Elena Cherubini hanno da poco pubblicato“Home”, il loro primo album come  Nearby. Comprende canzoni nate dal 2018 ad oggi che portano con sé le sonorità del Midiwest tra suoni Old-style e ritmi sperimentali. Un viaggio che promette bene perché il principio ci svela sensibilità artistiche uniche, autentiche.

Questo disco è nato per l’appunto “a casa”, termine inteso come ambiente intimo e confortevole, ma non solo: per “casa” si intende anche il senso  di vicinanza e di familiarità che lo stesso duo sente quando suona questo genere musicale.

Li abbiamo intervistati per voi.

Come e quando è nato il progetto Nearby? Ma soprattutto chi sono i Nearby ?

I Nearby sono Andrea Codispoti e Elena Cherubini. Marito e moglie che si conosco grazie alla musica, e decidono di crearne insieme, cercando di mettere ognuno qualcosa di suo, e mescolando generi e sound che caratterizzano ognuno dei due. Il progetto nasce nel 2018, nella maniera più naturale possibile, una voce e una chitarra che istintivamente creano musica.

Giovanissimi quali sono le esperienze antecedenti che più vi hanno influenzato?

Giovani ma purtroppo non giovanissimi😅. Veniamo ognuno da esperienze diverse. Entrambi però abbiamo in comune antecendeti esperienze di musica originale, sempre nel mondo del blues che, ognuno con le sue sfaccettature, ha sempre influenzato entrambi. In particolare, Andrea viene da lunghi anni di esperienza con un importante tributo Pink Floyd, nel quale Elena ha partecipato, e così ci siamo conosciuti.

Vi definite da sempre amanti delle sonorità natie del Midwest. Oltre alla musica, cosa vi lega a questi territori definiti il cuore degli Stati Uniti d’America: grandi Laghi e grandi pianure a confronto con grandi città come Detroit, Chicago e St. Louis. ?

In realtà, gli States sono ambo le cose: la grande città e le grandi pianure. Nel nostro tour abbiamo avuto modo di vivere entrambe le realtà, e ognuna di loro ci ha dato qualcosa e ci ha fatto sentire in qualche modo legati a quei luoghi.
È difficile spiegare che cosa veramente ci lega a quei luoghi, ma sicuramente il modo in cui quelle persone vedono la musica, è quello che più ci illumina e ci da speranza per continuare a scrivere.

Che peso date alla sperimentazione messa a confronto con la tradizione?

La tradizione e la sperimentazione sono entrambe il nostro pensiero fisso quando produciamo. La tradizione è il bagaglio culturale che ci portiamo dentro ed inevitabilmente sarà presente in ogni canzone, in maniera naturale e automatica. Ma la sperimentazione è quel fattore necessario in un genere come il blues, che può apparire così classico e conosciuto. Per questo, oltre ai mostri sacri della musica, cerchiamo sempre di guardare all’occhio moderno del mondo del blues e del southern. Motivo per cui, i nostri brani hanno sonorità “old style”, ma in realtà le melodie e le armonie guardano al mondo del pop e de southern moderno.

Nel 2019, avete intrapreso un mini tour di concerti negli USA, partendo dal “Rum Boogie cafè” di Memphis, passando per “Hole in the wall” di Austin, fino ad arrivare a “The plough and the stars” a San Francisco. Aneddoti ? Esperienze ?


Esperienze? Questa è l’esperienza con le E maiuscola. Non sappiamo dire se sia state più emozionante o più costruttiva come esperienza. Abbiamo ricevuto tantissimo dagli States, e siamo sicuri di aver dato qualcosa anche noi.
Come aneddoto, possiamo dire che prima de primo concerto, che sarebbe avvenuto in uno dei locali più importanti di Memphis, le gambe tremavano ad entrambi!😅

In terra americana avete riscontrato grandi apprezzamenti, soprattutto nei luoghi che tanto vi hanno ispirato. Una sfida vinta?

Diciamo che abbiamo vinto il primo round 😅. Sicuramente si, non potevamo chiedere risultato migliore da questa esperienza, per il riscontro che abbiamo avuto. Ma le sfide non finiscono mai e non vediamo l’ora di averne un’altra.

Nel febbraio 2020, portano la loro musica in Europa, al “The Music cafè Dublin” (Dublino), e il 15 aprile esce  il loro primo EP, che si chiamerà “Home”.
Racconti pre e post COVID?

Si, anche a Dublino l’esperienza è stata assolutamente positiva, anche se breve. Questo COVID ha spiazzato tutti, e l’uscita del nostro primo EP nel bel mezzo della pandemia, di certo, non ci ha aiutato. Ma nonostante ciò , la tecnologia è dalla nostra parte e cerchiamo di andare avanti così, anche se moriamo dalla voglia di presentare il nostro album dal vivo.

Perché “Home e quali i temi contenuti nel vostro EP?

Home è casa intesa nel senso più intrinseco del termine. È il senso di appartenenza, che proviamo per i nostri brani e per il genere musicale che abbiamo navigato. I contenuti sono vari, ci sono canzoni che parlano di amori difficili, di amori affettuosi e di amori arrabbiati, ma c’è anche una canzone Woman che è dedicata alle donne e alla loro complessità d’animo, e We’ll never die che è una canzone dedicata alla speranza, e alla voglia di andare sempre avanti.

di Giovanni Pirri

Per saperne di più sul loro album

Nearby | dopo i concerti in America tornano a casa con “Home”

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