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Le stanze della mente è un viaggio a ritroso nei ricordi e nelle emozioni ed è anche il titolo del singolo di Anna Turrei da pochissimo pubblicato in tutti gli stores digitali.
 Per saperne di più abbiamo raggiunto  Anna TURREI
 per intervistarla.



Le stanze della mente è la trasposizione musicale di un viaggio all’interno dei ricordi lasciati nelle stanze della mente. Che viaggio è stato? Senza fine?

È un viaggio pieno di emozioni, alcune belle altre no, ma che si trovano tutte all’interno di queste stanze che conserviamo dentro di noi. Sì, è un viaggio che non ha fine perché́ i ricordi non sono quantificabili, come non lo sono le emozioni, e ogni giorno li accumuliamo all’interno di queste stanze che possiamo riaprire tutte le volte che vogliamo.

Che rapporto hai con i ricordi e, quindi, conseguentemente, con il tempo?
 E con la memoria?

Custodisco i miei ricordi gelosamente, sono loro che mi aiutano nei momenti no. Quando magari sono demoralizzata penso a quanta strada ho fatto e a quanta devo ancora farne e allora mi rimetto in marcia…Tempo al tempo! La memoria è una delle cose più care che abbiamo ma anche i momenti più brutti ci aiutano a formare il carattere e, consequenzialmente, ad affrontare la vita.

Il singolo è stato prodotto da Vittorio Corbisiero. Come è nato il vostro incontro?

Il nostro incontro è stato possibile grazie al mio manager Carlo Rizioli, con il quale scrivo i miei pezzi. Dopo un’attenta selezione tra i brani composti fino ad allora, Carlo li ha proposti a Corbisiero che ha scelto “Le Stanze Della Mente” come primo brano firmato dalla sua etichetta, Alta Sierra.

“Le stanze della mente” è accompagnato da un videoclip diretto da Enrico Cornalea. Qual è stato il vostro punto di partenza?

Siamo partiti dal testo, essendo un brano molto descrittivo e pieno d’immagini, ci ha permesso di rimanere coerenti. Quello che è stato sin da subito di comune accordo è di non fare un video completamente legato al testo, ma che spaziasse sui ricordi, non solo quelli citati nel brano.

Tanti i concorsi ma anche le partecipazioni. Tra queste gli sconfinamenti nel Musical da “We will rock you” a “Sogno di una notte di mezza estate” passando per “Mamma Mia” (Sofy) e in “HAIR” (Dionne). Arte a 360°. Cosa ti è rimasto di queste esperienze?

L’interazione sul palco e la condivisione di quei momenti e delle quelle emozioni condivise con gli altri attori e performers. Si creava sempre una bellissima energia e sinergia, arrivavamo alla fine stanchi ma con la voglia di ricominciare subito da capo. Sono delle emozioni forti che vissute insieme diventano ancora più importanti.

di Giovanni Pirri

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