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Tag Archives: Unavantaluna

entropia

E’ il progetto in cui la rete fra oriente e occidente si connette attraverso la collisione fra suoni acustici e digitali, fra melodie ancestrali e pulsioni tecnologiche.
Il Mediterraneo continua ad essere, attraverso i secoli, anche nell’era della digitalizzazione della comunicazione e del sapere, un collettore multiformato di idee, di suoni e di culture.
I suoni eterei e le pulsazioni ritmiche del suono elettronico si contaminano con le suggestive atmosfere evocate dagli strumenti tipici del Medio Oriente in un risultato culturalmente coerente e artisticamente coinvolgente.
In questo concerto Entropia, il progetto attivo in Italia da quasi venti anni nella sperimentazione musicale elettronica, incontra il poliedrico polistrumentista Bob Salmieri, ideatore di Milagro Acustico, l’ensemble che racconta i suoni della Sicilia araba.
Oltre a Bob Salmieri, alle prese con una ricchissima strumentazione acustica, sul palco per Entropia troviamo il percussionista Ugo Vantini, già nel Balletto di Bronzo e nei Divae, Emiliano Cappelli al basso elettrico, il Dr-Lops alle tastiere e Alex Marenga alle prese con vari congegni digitali.

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Mediterranti
Andrea Pullone – Chitarra, Saz e Oud;
Germana Servi – voce, Organetti e Castagnette;
Carlo Cossu – violino;
Luigi Volpicelli – basso;
Enrico Gallo – darbouka, cajon e tamburi a cornice;
Franco Urbani – cajon, tamburelli e darbouka.

“La nostra proposta artistica è rivolta alla riscoperta e alla valorizzazione delle tradizioni musicali che da secoli abitano il grande e glorioso mar Mediterraneo. E se la musica diventasse strumento per realizzare un’idea di “bene comune”?
La storia della musica in fondo non è altro che la storia di popoli, di migrazioni, di viaggi, di passaggi…. E’ qualcosa che ci portiamo dentro, un bagaglio emotivo, spirituale, sempre aperto a nuovi incontri per costruire un mondo dove tutti, nessuno escluso, possano vivere bene.
La nostra idea è proprio quella che attraverso la conoscenza dell’altro, del “diverso”, si possa riconoscere una parte di noi stessi e quella che non riconosciamo come tale, invece di farci terrore, possa diventare altresì una grande e inaspettata occasione per nuove e stimolanti scoperte.
Facciamo nostra la frase che recita così:  “dove l’uomo divide la musica unisce”.
E’ per questo che nel nostro viaggio musicale abbiamo scelto di eseguire brani che vengono dalle tradizioni Greche, Egiziane, Tunisine, Slave e Italiane, suonando anche brani originali dove confluiscono i colori del Flamenco con il Medioriente, delle Tammuriate con la musica Araba, unitamente alla Pizzica Salentina.”

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16 maggio gabriele coen quartet
Gabriele Coen – sax soprano, clarinetto
Pietro Lussu – piano elettrico
Marco Loddo – contrabbasso
Luca Caponi – batteria

Gabriele Coen presenta il suo nuovo progetto KLEZMER NIGHT!: una delle formazioni più tipiche del jazz contemporaneo come volano di un viaggio musicale in cui si reinterpreta in chiave jazzistica il repertorio  popolare ebraico, attraverso composizioni originali, brani klezmer e sefarditi (ebraico-spagnoli).
Il gruppo ha inciso, come “Atlante Sonoro” nel 2004 il primo cd intitolato “Duende” (CNI-RAITRADE) accolto con grandissimo favore dal pubblico e dalla critica specializzata e nel 2006 il loro secondo cd “Alhambra” (CNI-RAITRADE). A gennaio 2009 è uscito il primo disco come Gabriele Coen “Jewish Experience”, intitolato “Golem”, per ALFAMUSIC, distribuzione EGEA. A seguire con l’etichetta newyorchese Tzadik (di John Zorn) “Awakening”del 2010 e “yiddish melodies in jazz” del 2013.

Gabriele Coen è compositore e interprete di uno dei più entusiasmanti esempi di Nuova musica ebraica, capace di combinare una profonda conoscenza e un sincero rispetto per la tradizione, con un eccezionale intuito comunicativo e sensibilità immaginifica. All’avanguardia, eppure fermamente radicato nella tradizione, il progetto “Jewish experience” esprime passione, integrità e un’impeccabile arte interpretativa. John Zorn.

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9-maggio-neilos
Antonio Bevacqua – voce, chitarra, bouzuki, organetto, violino, zampogna
Gerardo Greco – dub master
Andrea Fenu – voce, tamburelli
Maurizio Catania – batteria, percussioni
Flaviano Vitutulli – chitarra
Gianluca Ferrante – basso

Neilos in greco antico significa fiume: è lo scorrere del tempo e dell’acqua purificatrice, anima del mondo, speranza di vita e di luce. La storia dei Neilos comincia con Antonio Bevacqua che fonda questo gruppo etnorock nel 2004. A incoraggiarlo è la passione e la voglia di raccontare un’Italia diversa, attraverso una musica intrisa di strumenti del Sud Italia e attraverso parole nuove, piene di speranza. Il progetto di contribuire a costruire dei sani valori e a diffondere la legalità, spinge il gruppo ad uscire dai confini della propria regione, la Calabria, iniziando così un confronto sempre più aperto, a diretto contatto con i giovani e con realtà di altre zone d’Italia. La musica dei Neilos esprime quei colori etnici servendosi di strumenti come la zampogna, il bouzuki, la chitarra battente e la ciaramella, in una miscela di puro folk e sonorità elettroniche.

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18-aprile_tiberi-alesini
Mauro Tiberi: voce, percussioni, basso acustico e chitarra
Nicola Alesini: sassofoni ed elettroniche
Ugo Vantini: batteria e percussioni
Christian Muela: didjeridoo ed elettroniche

Complete Open Druna è il nome e la sigla di un collettivo di musicisti che orbitano intorno ai principali progetti di Mauro Tiberi, eclettico musicista che spazia dalla musica antica fino alle più moderne sperimentazioni musicali.
COD esplora i linguaggi meticci contemporanei della musica, con grande apertura ai linguaggi musicali extraeuropei, linguaggi legati ai suoni del mondo, con predilezione per quel punto di contatto “preculturale” che lega tutte le espressioni umane del pianeta. In questa occasione C.O.D.  riunisce un gruppo di musicisti di prim’ordine della scena romana, che saranno impegnati ad “esperire ed esprimere” un mondo musicale fatto di sonorità ancestrali provenienti da quel misterioso anello di congiunzione che lega le “Tradizioni” etniche antiche  del mondo, per questo Agharti… Una musica tra oriente e occidente,  che partendo dalle origini del suono arriva ai moderni linguaggi musicali delle metropoli della terra.

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11aprile_saletti_eramo
Barbara Eramo: voce, u-bass,
Stefano Saletti: bouzouki, oud, chitarra, voce
Massimo Cusato: percussioni

Un viaggio in musica che parte dal Mediterraneo e arriva a toccare le sponde degli altri mari, del Nord e del Sud del mondo.
Da anni presenti sulla scena italiana e internazionale nell’ambito della musica etnica, world e della canzone popolare, il polistrumentista Stefano Saletti, la cantante Barbara Eramo e il percussionista Massimo Cusato presentano un nuovo progetto musicale: “Del Mediterraneo e d’altri mari”.
Un repertorio che, accanto a composizioni originali in Sabir (l’antica lingua dei porti), attinge alla grande tradizione mediterranea con brani di Goran Bregovic, Dulce Pontes, Amalia Rodrigues, Estrella Morente, Fabrizio De Andrè, Rosa Balistreri, Fayrouz, Sezen Aksu per arrivare al Sudamerica con autori come Caetano Veloso e Victor Jara, all’Africa e al nord Europa.
In questo progetto speciale i brani si colorano di nuove sfumature, con i tanti strumenti a corde (bouzuki, oud, chitarre…) suonati da Stefano Saletti che valorizzano le particolari doti vocali di Barbara Eramo, una delle voci più intense della world music italiana, e con la tessitura ritmica delle percussioni di Massimo Cusato.
Attivi da anni con la Piccola Banda Ikona, Saletti ed Eramo nel loro ultimo nel progetto “Folkpolitik” hanno riarrangiato brani di autori del Mediterraneo che hanno raccontato in musica la lotta contro il potere, subendo persecuzioni, arresti, violenze. Una lotta per la libertà che oggi unisce idealmente le due sponde del Mediterraneo: dalla resistenza ai regimi di Spagna, Portogallo, Grecia negli anni ’70, alle nuove battaglie per la libertà nel mondo arabo. Un percorso di conoscenza di autori e di musiche che dimostra ancora una volta la forza della musica popolare come voce del popolo.

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4-aprile-unavantaluna
Pietro Cernuto Bagpipe – flute, lead vocal
Carmelo Cacciola – Cretan lute, lead vocal
Francesco Salvadore – lead vocal, percussion, jews harp
Luca Centamore – guitar, percussion, vocal –
Arnaldo Vacca – frame drums, percussion, vocal –

Unavantaluna è un ensemble di musicisti uniti dalle comuni origini siciliane e dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra, alla ricerca costante di un possibile equilibrio fra tradizione e innovazione musicale, caratterizzato dall’uso di strumenti tipici del Mediterraneo.
La vittoria del Premio Andrea Parodi 2013, l’unico concorso italiano dedicato alla World Music, conferma la validità del loro percorso artistico, culminato nel terzo e ultimo lavoro discografico “Isula Ranni”, contenente il brano in concorso Isuli.

Il doppio CD si avvale della collaborazione di noti musicisti italiani e stranieri, come il nord-africano Ashraf Ahmad Mohamed alla tabla egiziana, Elvin Dhimitri, violinista albanese, Yannis Vassilakos, bouzokista greco, il cantante Nando Citarella e l’attore siciliano Gaspare Balsamo. L’ingresso del percussionista Arnaldo Vacca li avvicina alle più recenti tendenze e arrangiamenti della musica internazionale.
Un’onda di energia musicale e di vitalità umana che entra nelle ossa e penetra nell’anima e nella memoria.

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28_marzo_algeciras

Andrea Pullone – oud
Francesca Agostini – flauto traverso
Carlo Cossu – violino
Enrico Gallo – percussioni, darbuka, req, daff
Paolo Monaldi – percussioni, cajon, djembe, utar
Ana Rita Rosarillo – canto
Ospite: Bob Salmieri – ney
Francisca Berton – baile flamenco
Perla Elias Nemer – danza mediorientale

Algeciras porta in scena un esempio di sinergia musicale tra la tradizione andalusa ed il folclore arabo magrebino, un viaggio musicale nella parte più occidentale del Mediterraneo. Musica e danza uniti nella rappresentazione dell’incontro di identità culturali differenti, ma ricche di matrici comuni, nel tentativo oltre che di manifestare la possibile coesistenza di due linguaggi d’arte, soprattutto la possibile, in taluni casi necessaria, convivenza di dialogo tra queste stesse culture. Quindi, una performance di musica, danza e a suo modo anche di affermazione di un bisogno di tolleranza e libertà, intesa nella sua più larga accezione.
La rappresentazione vede in scena un ensemble musicale, costituito da otto musicisti da una ballerina di flamenco e una danzatrice di danza mediorientale, arricchita dalla particolare mescolanza di strumenti etnici di differente estrazione.

Il Mediterraneo Separa e allo stesso tempo lega la regione spagnola dell’Andalusia al Marocco. Due territori e due culture che nella storia si sono incontrate, attraversando i secoli ed influenzandosi a vicenda: è proprio in Andalusia a partire dal 711, anno in cui inizia l’occupazione degli arabi della Spagna meridionale, dove ha inizio una Nuova Era che riguarda tutti i campi della scienza, della cultura, dell’arte. Per la prima volta nella storia la regione meridionale della penisola hispánica, chiamata Al Andalus, diviene esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture musulmana, ebraica, cristiana e gitana. Nel loro intenso e ricco dialogo, ebrei, cristiani, musulmani e gitani non mirano a convertirsi alle rispettive culture, cercano piuttosto di approfondire la loro comprensione traendo beneficio dall’altro. Grazie a questo nuovo fermento anche la musica suonata in AndaIusia ne trae giovamento. Il flamenco si arricchisce di suoni e ritmi arabi ed i cantaores gitani inseriscono liriche arabe nelle coplas dei loro canti, generando nuovi stili musicali flamenchi (palos) la Zambra Mora, las Morillas de Jaén, los Fandangos, ma anche los Cantes Garnatí di Granada, la Tarara. La maggior parte di queste musiche venivano accompagnate dalle danze che le danzatrici esibivano nei matrimoni, nelle nascite o più comunemente nelle feste dei propri villaggi di appartenenza.

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21_marzo_flamenco_tango-neapolis
Musicisti : Salvo Russo – Pianoforte, voce e percussioni
Marco Pescosolido – Violoncello
Gianni Migliaccio – Chitarra, voce e percussioni
Agostino Oliviero – Violino, oud arabo e chitarra
Ballerini : Alessia Demofonti – Flamenco e palmas
Emilio Cornejo – Flamenco, percussioni e palmas
Cinzia Lombardi e Luciano Donda – Tango Argentino

Flamenco Tango Neapolis è un entusiasmante progetto artistico, fondato nel 2009 e diretto da Salvo Russo (musicista e compositore partenopeo), che unisce l’Italia, la Spagna e l’Argentina attraverso la musica, la danza ed il teatro.
L’identità del progetto è rappresentata dalla Canzone Napoletana, culla di storia, cultura e tradizioni che, incontrando il Flamenco ed il Tango argentino, li integra in un’originale contaminazione di stili che riconoscono Napoli come “l’Anima” che li accoglie, li fonde e con ardimento li sublima.
L’ensemble musicale, costituito da un quartetto di musicisti polistrumentisti napoletani, comprende: pianoforte, percussioni, violoncello, due chitarre, violino, oud arabo e due voci.
“VIENTO” Da Napoli a Siviglia… a Buenos Aires è il titolo del nuovo spettacolo di Flamenco Tango Neapolis: un affascinante “viaggio in musica” che parte da Napoli alla scoperta di un “altro” Sud, delle sue tradizioni, della sua energia e delle sue emozioni.
Le musiche (composizioni originali e arrangiamenti di Salvo Russo) rappresentano l’essenza di una contaminazione che sfoglia pagine antiche e le veste di nuovo, dando vita a sonorità originali ma sempre nel rispetto della tradizione.
E’ così che “Scalinatella” diventa la Musa che ispira la pasiòn flamenca, che “Cerasella” ricrea l’atmosfera delle milonghe argentine e che “Lo Guarracino” irrompe con tutta l’energia di una “Buleria napulitana” in una vera e propria “juerga flamenca”.
I colori di Napoli, dunque, mescolati con quelli dell’Andalusia e del Sud America esplodono musicalmente in scena creando atmosfere intense, arricchite dalla magia del baile flamenco e del tango argentino.
VIENTO è un quadro dai colori vivaci, romantici e suggestivi che si rivela allo spettatore attraverso l’arte della musica, della danza e del teatro, catturandone la mente ed il cuore in uno spettacolo tutto da vivere!

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14-marzo_Milagro_Acustico

Milagro Acustico – Sicilia Araba
Marwan Samer –  oud, voce
Bob Salmieri –  baglama, soprano sax, ney, klarinet, percussioni
Andrea Pullone – classic guitar, oud
Maurizio Perrone – contrabbasso
Maurizio Catania – percussioni

Con il nuovo disco Sicilia Araba, che verrà presentato questa sera,  i Milagro Acustico  Medina Sound tornano a parlare della storia remota e oscura della Sicilia araba, periodo storico che ha contraddistinto quasi l’intera produzione discografica e di ricerca del gruppo in venti anni di attività, ma lo fanno questa volta con la lingua stessa dei poeti arabi, grazie alla collaborazione con il musicista e cantante iracheno-tunisino Marwan Samer, utilizzando come sempre gli strumenti della tradizione mediterranea come oud, baglama, ney, daf e molti altri e con arrangiamenti che tendono a mettere in risalto la modernità dei versi di poeti come Ibn Hamdis e degli altri poeti arabi vissuti in Sicilia a cavallo dell’anno Mille.
In particolare, vengono utilizzate le poesie che parlano della Sicilia, terra natia per molti di loro, dall’esilio forzato o con stralci tratti dai racconti di viaggio fatti nell’isola da poeti, mercanti e notabili arabi dopo la caduta del dominio islamico durato in Sicilia tre secoli e nella vicina Spagna quasi sette secoli. Il tema quindi che accomuna questi testi è la nostalgia o lo sgomento per la perdita del “Paradiso”.

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